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TRANSPOTEC LOGITEC 2022: UN ECOSISTEMA PER I PROFESSIONISTI DELL’AUTOTRASPORTO

La manifestazione di riferimento del settore sarà un’occasione unica per la ripartenza: proposte e formazione con al centro gli operatori e le loro esigenze

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L’appello di ANITA
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Già lo scorso luglio ANITA, Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici, ha rilanciato il suo allarme al Governo e Ministero della mobilità sostenibile: la carenza di autisti nel settore dell’autotrasporto è oramai un’emergenza internazionale.

ANITA, l’Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici di Confindustria, lo scorso luglio ha ancora una volta lanciato un allarme al Governo e al Ministro della mobilità sostenibile Giovannini in relazione alla carenza di autisti, problema che ormai accomuna tutta l’Europa.

Una situazione resa ancora più grave dal fatto che la ripresa economica che ha seguito la grave crisi pandemica rischia ora di incepparsi proprio perché le imprese del settore non riescono a trovare autisti per le proprie flotte.

“L’aumento della domanda di trasporto che arriva dal mondo produttivo, l’esigenza di coniugare tempi di consegna sempre più stretti con il prioritario rispetto delle norme di sicurezza della circolazione, le inefficienze del sistema distributivo con insopportabili aumenti dei tempi attesa allo scarico e uno stato delle infrastrutture oggettivamente complesso che a sua volta genera un aumento dei tempi di consegna delle merci sta creando una miscela esplosiva, amplificata dalla mancanza di autisti” - è il grido di allarme di Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA, l’Associazione del trasporto e della logistica di Confindustria.

“Le imprese di autotrasporto e logistica, in queste condizioni, rischiano di non riuscire a garantire l’approvvigionamento dei beni, compresi quelli di prima necessità – prosegue Baumgartner – ed è arrivato il momento di affrontare concretamente questa emergenza, con il rafforzamento delle politiche attive del lavoro e l’avvio di una efficace azione per qualificare persone, anche disoccupate o coinvolte in situazioni di crisi aziendali che potrebbero essere collocate nel settore”.

Va inoltre rivista completamente la formazione scolastica per allargare il bacino di potenziali interessati a intraprendere la professione di conducente professionale che non è più quella di venti anni fa. I veicoli di ultima generazione richiedono conoscenze di tecnologie più alla portata delle nuove generazioni e garantiscono maggiore sicurezza e sostenibilità ambientale. In questo modo si supererebbe anche la questione dei costi legati all’ottenimento della CQC e della patente professionale che sono oggi certamente un ulteriore elemento deterrente per i giovani.

ANITA, nel cercare contributi concreti alla soluzione del problema, ha anche chiesto di prevedere una quota dedicata agli autisti all’interno del decreto flussi.